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martedì 1 luglio 2008

QUARANTASEI - Luglio e Agosto -


MILANO ANCORA DA BERE?

Il baseball a Milano non sta tanto bene



Riapriamo le attività del Blog con una breve riflessione su d'un argomento che più volte ho toccato di striscio all’interno di altri articoli legati alla sorte del baseball meneghino.
Anche se parrebbe troppo filosofeggiante dobbiamo partire da una domanda.


“Perché i giocatori di baseball del centro – ovest Lombardia non sono attirati dalla possibilità di vestire una maglia prestigiosa come quella del Milano 1946?”

I SOLDI DA ESCLUDERE: partiamo dal presupposto che in pochi se non addirittura nessuno vive di baseball nella nostra regione, quindi perché a pari condizioni (stessa categoria, vicinanza territoriale) un giocatore preferisce spendere il suo sudore in formazioni assolutamente provinciali e non tentare la fortuna nella grande metropoli aggiungendo il proprio nome ad un albo di tutto rispetto?

CASA DOLCE CASA: non girano soldi e quindi sembra imperare il “chi me lo fa fare di spostarmi da casuccia”. Forse allora lo spirito “mammone” tipico del popolo italiano gioca sulla capacità e la voglia di mettersi in mostra oltre il proprio orticello natio. Ci sono esempi però che pagano lo sforzo di un ampliamento delle proprie prospettive. Uno di questi è il pitcher Sardo che quest’anno ha combattuto discretamente in A2 proprio vestendo la maglia rossoblu. Questo lanciatore proviene dalla bucolica Cernusco sul Naviglio (addirittura si dice che suo nonno costruì il locale campo da baseball) e avrebbe potuto splendere nella formazione del suo paese portandola verso i lidi della B. Invece no, ha preferito fare la gavetta in un Milano che gli ha chiesto di più di quanto ci si sarebbe aspettati nella costante rincorsa alla sostituzione del fragile Lisandro Corba. Se poi si conta che da Cernusco al campo di Baggio in orari di punta sulle tangenziali ci s’impiega un’ora ci sarebbe allora da chiedergli chi glielo fa fare. La risposta, che a noi pare scontata, non appare scontata a molti giovani che preferiscono snobbare il richiamo della vecchia Signora del baseball lombardo.

AMBIENTE: non stiamo parlando d’ecologia, intendiamoci. Parliamo del clima umano che si respira al cospetto dell’ambiente del batti e corri meneghino. Storicamente si suole dipingere il Milano 1946 come una formazione detestata dalla scena peninsulare per vecchie storie di “costume” risalenti ai primissimi anni del baseball nostrano. Mi pare che però odiernamente nessuno dei rossoblu cammini per via della Spiga con la mazza sulle spalle per farsi vedere dalle ragazze e neanche pare che esistano più gli estremi per giudicare i ragazzi del Milano come “borghesi” in uno sport da poveri. Quindi, sinceramente, non capisco (se mai esistesse) un certo tipo di “rancore” nei confronti di un team e la relativa possibile scelta di qualcuno di non presentarsi per un tryout con una maglia così blasonata.

STRUTTURE: va bene, è come sparare sulla croce rossa. Milano non garantisce nemmeno il minimo dell’aiuto comunale per qualsiasi attività sportiva che non risponda al nome di Milan e Inter. Lo stadio da baseball JFKennedy è obsoleto e fatiscente. Il campo è messo male e risplende solo dopo una settimana di pioggia continua (i pericolosi gradini comunque rimangono molteplici). I soldi (da quanto posso immaginare) girano poco e bastano alle minime funzioni della squadra e non permettono di progettare un restyling della struttura. Quindi qui sì possiamo trovare il perché molti ragazzi non siano invogliati a prendere il primo treno per Milano quando intorno alla città esistono diamanti ben curati e molto meglio attrezzati. Approposito di treni, segnamoci anche che lo stadio JFK è scomodamente ubicato alla periferia ovest di Milano, quindi assolutamente distante da qualsiasi stazione ferroviaria meneghina. Dalla Centrale infatti, contando l’utilizzo della metropolitana e di un autobus, ci si impiega un’oretta buona. Troppo per chi non è della zona o chi non ha la macchina. Alle volte la passione non supera le fatiche di una giornata di lavoro. Facciamocene una ragione.


DIVISIONE POCO SENSATA: davanti ad una città inspiegabilmente arida di possibilità sportive che senso ha tenere due squadre boccheggianti (agonisticamente)? Stiamo chiaramente parlando dell’Ares e del nostro Milano ’46. Lo sappiamo che la strada in comune fu già sperimentata e fallì, ma credo che sia opportuno ripensare quantomeno un progetto di riavvicinamento per fronteggiare l’aridità sportive delle lande milanesi. Quindi non parliamo di una fusione visto che s’è capito che troppi “galli” nel pollaio non possono resistere. Parliamo di un progetto d’investimento economico ed agonistico. Economico perché non facciamo mistero del fatto che la persona di Nicola Fasani è un grande convogliatrice d’attenzione mediatica che significa anche sponsor e dindini. Certo, nessuno dice che le cose siano così semplici come io le sto raccontando, però è indubbio che gli “agganci mediatici” siano troppo gustosi per essere spesi solamente per un progetto come quello dell’Ares. Il Milano 1946 offrirebbe la sua storia ed il suo peso nel contesto federale (in vista della futura “lega professionistica”). Due squadre divise insomma in un’unica forte società. Una con i “canoni amicali” dell’impronta “fasiana” e l’altra con il tipico progetto “storico” del Milano 1946. L’Ares giocherebbe per rimanere salda e forte in serie B, invece il Milano lotterà per puntare e rimanere nella serie cadetta. Lo scambio di giocatori dovrebbe diventare quindi una pratica consueta. I numerosi giovani del Milano troverebbero un giusto posto dando una grossa mano alle attività dell’Ares. I migliori prospetti sarebbero traghettati dopo la gavetta nell’avventura della serie A2. L’Ares avrebbe accesso chiaramente al Kennedy per le partite serali (se mai necessitasse) e il Milano avrebbe un appoggio invernale/primaverile per la sua attività tramite il campo del Saini. Tutto questo darebbe l’impressione (perché anche solo l’impressione basterebbe) di una grossa società in salute che investe sui giovani avendo una rosa di spazi nei quali inserire tutti i giocatori di “buona volontà” che da fuori volessero intraprendere l’avventura con il baseball meneghino.


Piccole considerazioni di un osservatore esterno.
S'intende...


Ufficiale: Milano 1946 torna in serie B


La classifica di Serie A2 2008 - Milano 1946 e Junior Parma retrocedono in serie B


Niente da fare.
Nemmeno implorando la squadra di donarci due ultime vittorie per sperare almeno nel ricorso del Paternò la solfa è cambiata.

La squadra di Pasotto vince la prima sfida con i compagni di retrocessione del Junior Parma (10 - 5) e perde invece il match point serale (4 - 10) gettando nello sconforto un po' tutti gli appassionati meneghini di questo sport.

Il dolore è ancora più forte al pensare che, come previsto, i parmensi del Sala Baganza sono cascati per due volte in casa della capolista Avigliana e questo, se ci fosse stata la nostra seconda vittoria, avrebbe dato adito a recriminare pienamente su di un campionato assolutamente non perso sul campo.

Invece no.
Il Milano 1946 perde sul campo e con le proprie mani si traghetta nel limbo della Serie B dopo solo dodici mesi dalla sua promozione nella serie cadetta.

Semplicemente doloroso.




Fenomenologia di una retrocessione inaspettata.





Indipendentemente da come andrà a finire il “caso Paternò” mi sento in dovere d’esprimere dei miei pareri sulla stagione che in questo week-end sta volgendo al termine.


Parlo dal basso della mia poca esperienza e mi scuso già per la prolissità del mio intervento in merito.

Prima di tutto diciamo una verità sacrosanta: la colpa va distribuita.
Nel Milano 1946 non esistono capri espiatori da immolare alla dura ragione di un probabile ritorno spedito nella serie minore.

Quindi inutile dire che non vorrei sentire rotolare teste in pubblica piazza.
Mi piacerebbe solo che la Dirigenza e lo staff tecnico provasse a dare una spiegazione di questo fallimento e mi piacerebbe che le migliori intuizioni fossero innalzate a monito per il futuro.

Provo a dire la mia analizziamo la squadra che ha perso l’occasione di resistere nella seria cadetta dimostrando (probabilmente) di non essere totalmente all’altezza dell’impegnativa sfida.

Il monte di lancio: il Milano non ha mostrato un grosso progetto per quanto riguarda il parco lanciatori. L’asso Corba s’è dimostrato tanto geniale quanto fisicamente fragile risultando alla fine inutilizzabile per molte troppe partite. Il resto dei nostri giovani italiani ha tanto talento ma non può (ancora) permettersi di sopperire la mancanza quasi totale dell’argentino. Con loro si domina la serie B e si arranca in A2 (anche se è onesto dire che si sono fatti il mazzo senza mai tirarsi indietro). Sarebbe servito avvicinare a Corba almeno un altro pitcher della stessa caratura.


Le mazze: lo scoglio del campo non praticabile ha costretto i rossoblu a compiere pochi allenamenti utilizzando poco o niente la macchina lancia palle e la gabbia di battuta. Tutto ciò ha portato ad un abbassamento critico di medie che l’anno scorso erano invece quasi ottime. Poi si sono scoperte mancanze che di certo non ci si aspettava. Cabrera d’ammirevole “slugger” è passato ad emozionare saltuariamente con solo qualche bella battuta. Anedda e Bacio soffrono la scusabile stanchezza di stagioni passate sui campi senza vedere l’ombra di una meritata pensione. Cardillo, nonostante il problema dell’infortunio, non ha dato tanto in attacco. Selmi inizia a pagare anche lui la questione d’età anche se in difesa ha comunque retto a dovere. Drago non ha di certo brillato e Santoianni ha dimostrato di essere ottimo in certe occasioni, ma assolutamente inadatto senza la spinta di una squadra che continuasse le sue galoppate sulle basi. Spinosa probabilmente (e comprensibilmente) era in altri faccende (matrimoniali) affaccendato per dare il massimo.


La difesa: forse il lato meno tragico della storia, anche se c’è da dire che in questa stagione ci sono state molte sorprese negative. Cardillo non s’è dimostrato così all’altezza come si pensava. Anedda ha il peso dell’età sulle ginocchia. Drago ha sbagliato più di una volta giocate da manuale. Parisini dovrebbe trovare una posizione congeniale e smettere di accettare spostamenti tra il diamante ed l’out-fielding. In più segnaliamo un altro punto che svilupperemo più avanti: la poca volontà del Milano di tentare di introdurre dei debuttanti sul diamante, eccezion fatta per il riminese Girasole. Tant’è che, anche se per scherzo, l’unico che viene definito “rookie” è proprio ancora quel Parisini che oramai ha otto anni d’attività in rossoblu sulle spalle.


La grinta: Direte voi che l’argomento è troppo psicologico per essere trattato. Invece credo che anche un giusto approccio psicologico serva a rendere una squadra vincente. Mi rimarrà sempre in testa la frase di un giocatore del Milano che guardando il pitcher avversario scaldarsi scherzava con i compagni sulla propria incapacità di colpire anche le palle più lente. Ecco, evidentemente era uno scherzo, ma un pizzico di serietà si può trovare anche nel faceto. I rossoblu quest’anno hanno dimostrato d’avere quasi paura ad entrare nel box battuta. Voi direte anche che la paura è un sentimento naturale. Io rispondo che quando si è in A2 la paura deve essere lasciata nello spogliatoio. Si è ad un passo dal professionismo (un passo che chiaramente non arriverà mai ma che però segna una differenza con le serie minori) e questo deve essere il metro di giudizio tra un giocatore “adatto” ed uno “inadatto”. Grave pecca, come già sottolineato, è stata quella di mettere in gioco ancora le vecchie colonne del Milano. Infatti se quest’ultime di certo non subiscono la paura, essendo stati anche in A1, secondo me sentono sulle spalle una giovinezza ed una grinta che oramai è quasi al capolinea ma che per amore di maglia viene tenuta viva con risultati che via via si fanno meno brillanti.

Le nuove leve: eccoci arrivati all’argomento scottante che forse rappresenta la prima critica che mi permetto di fare alla storica società di Milano. Prima di tutto però dobbiamo andare lontano negli anni, a quasi dieci da oggi. Vorrei ripetere un pensiero che già ho espresso sulle pagine del mio blog. Il Milano alla fine degli anni novanta ha lasciato che le sue giovanili si perdessero per strada e oggi ci troviamo senza giovani ricambi nostrani per affrontare decentemente un futuro pieno di nuvole. Infatti della mia epoca l’unico giocatore che è riuscito ad entrare nella squadra è Parisini, gli altri pochi sopravvissuti militano con alterne fortune nell’Ares. Io come altri ragazzi siamo stati sbattuti in giro per la provincia a giocare nelle giovanili e quando abbiamo (comprensibilmente visto che non avevamo genitori che ci scorrazzassero per chilometri) mollato tutto nessuno si è mai degnato di contattarci per chiederci dove eravamo finiti. Di certo non eravamo delle cime (infatti solo Parisini ha avuto il coraggio e la capacità di sfondare), ma di certo avremmo magari aiutato la nostra società nei momenti come questo quando “le farfalle” della serie cadetta se ne sono andate. Infatti, parlando del presente, si deve ancora sottolineare la poca presenza di “debuttanti” tra le file dei rossoblu. Anche nei casi in cui la sconfitta era inevitabile non sono stati introdotti e così anche il futuro della squadra è in bilico tra le vecchie glorie stanche e una panchina giovane che latita. I tempi a venire dovrebbero sussurrare al Milano la necessità di rifondare una squadra sulle nuove leve, anche se questo vorrà dire riprendere il cammino dalla serie C e non andare oltre la B per molto, molto tempo (un proverbio toscano recita: “chi bello vuole apparire, deve prima anche soffrire”).


Punti a sfavore: Certo, dopo un bel po’ di critiche c’è la necessità di vedere la realtà che ha gravitato intorno ai rossoblu in quest’ultimo anno. Prima su tutte la quasi completa latitanza del campo di casa con annessa la mancanza di un allenamento regolare e della necessaria tranquillità societaria. Aggiungiamo poi la sfortuna d’una panchina troppe volte colpita da infortuni e il finale di stagione totalmente trasformato dalla questione “Paternò vs Sala Baganza”. Insomma diciamo che la fortuna non ha per nulla assistito i rossoblù che oltre ad affrontare le sfide sul campo si sono ritrovati anche a dover fronteggiare un Fato assolutamente inverso.


Per il prossimo futuro: indipendentemente dal risultato del ricorso del Paternò necessiterà la creazione di un progetto concreto per ristabilire un clima positivo intorno ai rossoblu. La prima cosa affrontata dovrà essere la questione Kennedy. Non sarà più tollerabile la messa in dubbio dell’attività agonistica dell’anno prossimo. Il giudice ha dato ragione a noi e noi dobbiamo riprenderci ciò che il giudice ci ha consegnato. Altra cosa da ripensare (secondo me) dovrà essere la politica societaria della squadra che dovrà una volta per tutte capire a quale “serie” vuole appartenere attrezzandosi a dovere a seconda della sua scelta. Non si potrà tollerare esperienze fulminee di promozioni e retrocessioni in neanche dodici mesi. Chiudiamo con un dubbio che forse verrà risolto nei prossimi tempi dalla Dirigenza. Ci riferiamo al nostro sponsor. Rimarrà anche per la prossima stagione? Quanto sarà il suo investimento? Non è possibile chiedere un pelino più di soldi, non tanto per comperare oriundi, ma per invogliare i buoni giocatori autoctoni della provincia a scegliere d’indossare i colori rossoblu? Il Milano ha bisogno di ritornare al centro del baseball lombardo e questo, indipendentemente da che serie affronteremo, dovrà essere un dovere per ogni sguardo sul futuro della più antica squadra d’Italia.

Il futuro quantomai ora è nelle nostro mani.


GRAZIE COMUNQUE


Prima di ogni rabbia.
Prima di ogni tipo di polemica.
Prima di ogni magone.

Grazie Milano 1946 per essere semplicemente tu.
Bello nelle vittorie.
Passionale nelle sconfitte.

Comunque orgoglioso d’avere il cuore rossoblu.

Prima di ogni rabbia....grazie comunque.




VIVA GLI SPOSI



Tutto il Blog di Milanostrikeout augura a Spinosa e alla sua futura moglie tanta felicità.
VIVA GLI SPOSI!!!!!!!!!!!!!!





LA FREDDA DOCCIA BUROCRATICA




Il G.U.S. Avv. Vincenzo La Rocca, - visti i rapporti arbitrali delle partite B00A2AR1311- B00A2AR1411 del 19-20/07/2008 a Sala Baganza tra A.S.D. SALA BAGANZA BAS. C. e POLISPORTIVA WARRIORS; - rilevato che la squadra della POLISPORTIVA WARRIORS non si è presentata in entrambi gli incontri; - considerato che non è stata fornita la prova di alcuna causa di forza maggiore che abbia impedito alla POLISPORTIVA WARRIORS di raggiungere il campo di gioco; - considerato che la documentazione fornita tendente a dimostrare una scusabile mancata conoscenza dell'effettivo calendario federale, non può costituire causa di forza maggiore ai sensi e per gli effetti dell'art.3.16 R.A.A. visti gli artt. 3.15-3.33 R.A.A. DISPONE - la vittoria per 9-0 a favore della A.S.D. SALA BAGANZA BAS. C. negli incontri B00A2AR1311- B00A2AR1411 del 19-20/07/2008; - la penalizzazione di n.2 ulteriori incontri persi nella classifica della SOC. POLISPORTIVA WARRIORS; IRROGA - l'ammenda di € 12.000,00 (2 gare) a carico della SOC. POLISPORTIVA WARRIORS ai sensi degli artt.5.4 C.A.A 2008- 3.33 R.A.A.

Queste le parole provenienti dalla “stanza dei bottoni”.
Ci toccherebbe rassegnarci…ed invece no, battiamo i piedi assolutamente.
Non è concepibile che a poche giornate dalla fine del campionato sul filo di una sfida così tirata tra Milano e Sala Baganza per via burocratica sia assegnate due vittorie ai parmensi.

Così significa creare una grandissima confusione in classifica.
I ragazzi di Pasotto sono addirittura scavalcati dal Sala Baganza che sarebbe quasi matematicamente salvo lasciandoci nelle spire della retrocessione con il Junior Parma.

Voi direte che questa è la punizione per un gruppo di atleti che ha perso troppe occasioni e che alla luce di queste non possono recriminare nulla.

Più impegno sarebbe valso un maggiore senso di sicurezza, si dirà.
Ed invece l’amaro in bocca rimane comunque.

In una bella lotta all’ultimo sangue una delle contendenti è stata involontariamente aiutata nella corsa verso la salvezza.

Una vergogna che però il regolamento permette.




Il mezzo miracolo poi la doccia fredda


Alessandro Selmi premiato da Angelo Novali - foto tratta dal sito www.milanobaseball.it



Il Milano compie un mezzo miracolo ma riceve poi l’inaspettata bastonata.
Infatti, nonostante le brutte notizie provenienti dal Kennedy, i ragazzi di Pasotto sono scesi sul campo di Bollate con la voglia di fare bene.

E il risultato ha premiato l’intenzione: una vittoria nella prima gara agli extra-innings contro il quotato Bollate.


Nonostante la sconfitta serale il colpo è riuscito.


Ma come nelle belle storie arrivano le nuvole nere a rovinare la piccola soddisfazione.
Infatti pare che ai nostri diretti rivali per la salvezza il Fato abbia destinato un regalo molto ma molto prezioso.


Infatti i giocatori del Paternò non si sono presentati alla sfida regalando due punti al Sala Baganza che, seppur guadagnati a tavolino, ringrazia mettendo il tutto prontamente in saccoccia.


Che dire?
Sembra che ogni cosa remi contro la permanenza in serie A2 dei rossoblu.

Da prima un gestore PROVVISORIO al quale è scaduto il mandato PROVVISORIO e che si rifiuta di lasciare il nostro storico stadio obbligando il team per l’ennesima volta a chiedere ospitalità ai cugini.

Poi questa mattonella della doppia partita vinta a tavolino dai parmensi.

Insomma, se i rossoblu sul campo tentano contro tutto e tutti di darsi da fare per rimanere in Serie A2, invece il destino sembra accanirsi continuamente sugli sforzi di Spinosa e soci.

Peccato, perché se in un caso possono intervenire le forze dell’ordine, contro la sfiga non c’è divisa che tenga.

Mannaggia.




Avigliana, una sconfitta, poi il diluvio...

Neri e Pasotto, i due allenatori del Milano 1946 - foto tratta dal sito www.milanobaseball.it



Che non potesse andare liscia la trasferta ad Avigliana si poteva immaginare.
Il maltempo ha rovinato il resto rendendo il campo piemontese inutilizzabile per la seconda sfida in cartellone.

Forse questa è anche una piccola salvezza (leggasi doppia sconfitta quantomeno evitata).
Senza sul monte i preziosi Corba (infortunato) e Girasole (impegnato con la nazionale svizzera) la squadra di Pasotto si riscopre nuda e spaventata davanti alla capolista che non ha intenzione d'invertire il suo cammino di gloria.

Si parla ancora di mazze ingolfate e uomini lasciati in base.
Oggi si recupera in quel di Avigliana la sfida saltata per il maltempo.
Il sogno vorrebbe essere una vittoria inaspettata.

Il desiderio però sembra molto troppo lontano dalla realtà mentre s'annaspa a fondo classifica.

Il Novara ed il Junior Parma corrono.
Il Sala Baganza pare essere l'avversario da temere.

In questo caldo e semipiovoso metà luglio.



Un week-end storto



Niente da fare, il Milano 1946 incassa due pesanti sconfitte contro il Paternò nel mentre le avversarie guadagnano terreno.

Sul campo d’esilio bollatese i ragazzi allenati da Pasotto incassano un 2 a 6 nella prima sfida pomeridiana e un 8 a 9 in gara due scivolando di misura solo agli extra innings, ma comunque lasciandosi alle spalle dei punti vitali.

Dando un occhio alle rivali invece i punti sono arrivati, eccome.
Il Piacenza è di nuovo crollato, questa volta a favore del Sala Baganza che riscuote un’inaspettata doppia vittoria (6-5 e 5-4).

Anche il Junior Parma si scopre squadra di successo e ne infila due ai danni del quotato Codogno (6-8 e 1-2).

I diretti nostri contendenti per la salvezza invece pareggiano.
Infatti i ragazzi del Novara perdono gara uno ( 2 a 13) con la capolista Avigliana battendola poi nello scontro finale della sera (9 a 4).

Cosa dire se non che ci si aspettava di certo di più dai rossoblu e di meno dalle avversarie?
Mancano ancora quattro partite ed i giochi iniziano a stringersi.
La sfida per la salvezza comunque si giocherà sul filo dell’ultima giornata.

Ora ci aspetta la sfida con l’Avigliana per tentare di racimolare punti.
Punti che si dimostreranno decisamente impegnativi da portare a casa.

L’avventura della A2 non è ancora finita.
Non dimentichiamocelo.
Forza ragazzi.


Si gioca a Bollate, ancora.

Il campo comunale di Bollate - foto di Francesco Bizzini

E' inutile, ai cugini del Bollate dobbiamo fare una piccola statua per ringraziarli dell'ospitalità che in questi mesi hanno garantito alle squadre milanesi.

Avvisiamo tutti che la sfida tra il Milano 1946 e Paternò non si svolgerà al Kennedy, ma al comunale di Bollate.

La motivazione è stata comunicata, si parla di "problemi tecnici".

Problemi che speriamo abbiano fine il diciannove di questo mese, quando la squadra di baseball, insieme ad altre società, prenderanno possesso dell'impianto di Baggio.

In attesa di comunicarvi il risultato della doppia sfida di Sabato, ringraziamo ancora i cugini del Bollate per aver dimostrato ancora una volta un'apertuta "sportiva" assolutamente invidiabile.

Grazie ancora.


Una mano viene dagli avversari


Panoramica del Comune di Sala Baganza - foto tratta dal sito www.parmaitaly.com

Niente di fatto sotto il sole emiliano.

Il Milano manca l'occasione di portare a casa due vittorie e distanziare così i rivali del Novara.
La fortuna però assiste comunque la ciurma di Pasotto che rimane, nonostante il pareggio, dove era prima di questa giornata.

Infatti i piemontesi, diretti contendenti per la salvezza, hanno anche loro pareggiato contro il Piacenza lasciando così invariata la situazione in classifica.

Che sia poi incredibile che i rossoblù abbiano gettato alle ortiche una buona occasione per risalire la china è assodato.

Elemento assurdo che si va ad aggiungere agli altri che quest'anno i supporters del Milano 1946 hanno dovuto subire senza bene capire il perchè.

Oltretutto l'indispensabile Corba s'è infortunato al quarto inning di Gara2 lasciando la patata bollente al cernuschese Sardo ed alla chiusura di Greggio che con fatica sono riusciti comunque a portare a casa il risultato.

Ora la sfida si fa veramente calda.
Questi sono gli impegni prossimi per il Milano e per i suoi diretti avversari.

Milano: 1)Paternò 2)Avigliana 3)Bollate
Novara: 1)Avigliana 2)Bollate 3)Codogno

Junior Parma: 1)Codogno 2) Sala Baganza 3) Collecchio
Sala Baganza: 1) Piacenza 2) Junior Parma 3) Paternò

Questa volta la fortuna ci ha assistito.
La prossima volta speriamo che le sole nostre forze bastino per lasciarci alle spalle lo spettro di un'imbarazzante retrocessione.

Il fato non sempre è propizio.
Lo sanno gli eroi, figuriamoci noi milanesi...

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