BUONE VACANZE!!! Il blog durante il mese di luglio non verrà aggiornato regolarmente

Appuntamenti di Luglio

Sabato 4 luglio - - Rho United vs Oltretorrente - - ore 15:30 e 20:30 - - Centro Sportivo Molinello, via Trecate, Rho - - - - Domenica 5 luglio - - United vs Collecchio - - ore 10:00 e 15:30 - - Via Per Cesate 3 Senago (MI) - - - - Domenica 5 luglio - - Cernusco Bulldogs vs Colorno B. C. - - ore 15.30 - - Centro Sportivo comunale Via Buonarroti - Cernusco S/N, Milano - - - - Domenica 12 luglio - - United vs Bollate - - 10:00 e 15:30 - - Via Per Cesate 3 Senago (MI) - - - - Domenica 12 luglio - - Ares vs Crocetta - - ore 10:30 e 15:30 - - Centro Sportivo Saini di Milano, Via Arcangelo Corelli, 136, Milano - - - - Domenica 19 luglio - - Cernusco Bulldogs vs Langhirano B. C. - - ore 15.30 - - Centro Sportivo comunale Via Buonarroti - Cernusco S/N, Milano - - - - Sabato 25 luglio - - Rho United vs Porta Mortara Novara - - ore 15:30 e 20:30 - - Centro Sportivo Molinello, via Trecate, Rho - - - - Domenica 26 luglio - - United vs Paternò - - 10:00 e 15:30 - - Via Per Cesate 3 Senago (MI)   

giovedì 2 luglio 2009

Taca la baleta - Luglio e Agosto -



Ares, il dono dell'ottimismo





Merce rara di questi tempi e quindi preziosa. Vedere il mondo, la realtà con altri occhi può rappresentare una salvezza e una risorsa personale indispensabile per sopravvivere in ambienti potenzialmente ostili (leggasi Milano).

Il tipico comunicato scarno apparso sul sito dell'Ares conferma questa tendenza. Una tendenza che oramai pervade, quasi come un motto, l'attività dei ragazzi del Saini. Ma andiamo, più concretamente ad analizzare il messaggio rilasciato dall'organo d'informazione ufficiale dei rossoblu.

Gara1 : una buona partita, ottimo comportamento dei ragazzi dell' Ares che all'ottavo inning si portano in vantaggio per 10-8. Il Brescia reagisce con determinazione e riesce ad uscire vincente per 14-10. Da segnalare 2 fuoricampo di Guzman, che hanno dato la carica ma non è stato purtroppo sufficiente.
Gara2 : 14-2 per il Brescia è il risultato finale al 7° inning, una brutta sconfitta per manifesta inferiorità che non fa bene al morale già basso. Sembra veramente difficile uscire da questo mostruoso slump di squadra, ma lavoriamo duro per riuscirci al più presto.


Tutto buono (se così si può definire una doppia sconfitta), tutto condivisibile se però non saltasse all'occhio un particolare che poi è il fulcro della nostra riflessione sull'ottimismo innato di questa squadra:

Sembra veramente difficile uscire da questo mostruoso slump di squadra, ma lavoriamo duro per riuscirci al più presto.

Dicesi "slump"

1. crollo
2. caduta
3. recessione
4. calo
5. crisi

verbo

1. cadere
2. crollare
3. calare
4. diminuire

Ora, solo chi riesce a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno può affermare che due stagioni consecutivamente "perdenti" (cioè sotto i .500) e giocate alla salvezza tra l'ultima e la penultima posizione possano partorire un sostantivo di tale natura.

Si cade perchè si è in piedi, si crolla perchè si è forti nella postura, si cala perchè si stava quantomeno procedendo meglio, si diminuisce perchè si cresceva,si va in crisi perchè prima invece si era sicuri.

Invece mi pare che da due anni (gli anni di vita di questo blog e del suo occhio sull'attività dell'Ares) non ci sia stato praticamente nessuna striscia vincente che possa far risaltare un'inversione di marcia, prospettando piuttosto la vittoria come evento unico in una valle di sconfitte.

Ammiro comunque la volontà di Faso e soci di voler vedere il bicchiere mezzo pieno. Anche se però, concedetemelo, il bicchiere sembra oramai non più un bicchiere ma una vasca e il mezzo pieno qualcosa di altamente evaporato.

Ottimismo e realtà. Con chi stare?





Milano: addio mondiale?





Questa pare la verità raccontata dal forum della Juve '98.

Quindi niente Bollate (cosa che forse si poteva pensare) e niente Milano, cosa che invece ci lascia un po' di sasso visto che nemmeno ufficiosamente si erano presentati indizi per far prevedere questo risultato.

Da tenere comunque a mente che il rifacimento del Kennedy, da quanto siamo venuti a sapere, è stato completamente sovvenzionato da soldi privati e da zero soldi arrivati dal Comune.

Cosa che se venisse confermata scuserebbe a pieno un ritiro che tra tanti significati potrebbe abbracciare anche una piccola verità, cioè che Milano, come città, non merita di certo un appuntamento sportivo mondiale.

Aspettiamo conferme ufficiali comunque, su tutti i fronti.

Varie ed eventuali - Luglio e Agosto -

Un sogno, una vittoria (The Rookie)


Un film di John Lee Hancock. Con Dennis Quaid, Rachel Griffiths, Brian Cox, Jay Hernandez
Titolo originale The Rookie. Drammatico, durata 127 min. - USA 2002.


Estate, tempo di mare, di vacanze e anche di serate in compagnia dei film che durante l’oberato anno non hanno potuto popolare il nostro impolverato lettore dvd.

E visto che si presume che non siate da soli a godervi il riposo ecco un consiglio per la visione dal vostro Milano Strike Out di fiducia. Gioco facile in effetti per questo prodotto targato Walt Disney che può piacere ai grandi, ai meno grandi e addirittura (udite udite) anche alle compagne/mogli che mal digeriscono di vedere anche in vacanza qualcosa che abbia a che fare con il gioco del baseball.

Un film lunghetto ma scorrevole che addirittura si divide in due sottostorie con al centro la vita di un professore di chimica di un liceo americano del Texas alle prese con il mistero di un campo dove non cresce l’erba e una squadra di alunni poco motivati. In più la storia di quel suo cuore nel quale brucia ancora l’animo del lanciatore che fu, quello che per un pelo non riuscì a sfiorare la Major League.

E allora ecco che una promessa strappata su di un campo disperso tra i pozzi di petrolio diventa una sfida per un uomo in là con gli anni che vuole prendere al volo l’ultimo treno per dimostrare a sé stesso di poter ancora coronare il suo sogno di sempre.

Una pellicola gradevole, né troppo profonda né troppo sempliciotta con dei picchi di genialità che fanno sorridere (leggasi il provare a lanciare davanti alle telecamere dell’autovelox).

Insomma un modo per passare in tranquillità una serata con tutta la famiglia. Garantito Walt Disney. Quindi una sicurezza.

Partite Luglio e Agosto - Milano e provincia




Eccoci qua per il secondo anno a fornirvi tutte le date delle partite che si svolgeranno mensilmente sul territorio di Milano e provincia. Questi sono i primi appuntamenti segnalati per il mese di Luglio e Agosto.

Ovviamente, come sempre, Milano Strike Out non prende la responsabilità se i dati pubblicati fossero sbagliati o all’ultimo momento modificati.

Tutte queste informazioni vengono raccolte dai siti ufficiali dei vari clubs.
Quindi, prima di mettervi in viaggio (soprattutto nel mese di Agosto) controllate l’effettiva presenza della sfida.

A fine pagina troverete tutti i riferimenti telefonici per chiedere informazioni.

Buon baseball a tutti.



Sabato 4 luglio

Rho United vs Oltretorrente
Orario: 15:30 e 20:30
Luogo: Centro Sportivo Molinello, via Trecate, -------------------------------------------------------------------------

Domenica 5 luglio

United vs Collecchio
Orario: 10:00 e 15:30
Luogo: Via Per Cesate 3 Senago (-------------------------------------------------------------------------------

Domenica 5 luglio

Cernusco Bulldogs vs Colorno B. C.
Orario: 15.30
Luogo: Centro Sportivo comunale Via Buonarroti - Cernusco S/N, ------------------------------------------------------------------------------------------

Domenica 12 luglio

United vs Bollate
Orario: 10:00 e 15:30
Luogo: Via Per Cesate 3 Senago ---------------------------------------------------------------------------------

Domenica 12 luglio

Ares vs Crocetta
Orario: 10:30 e 15:30
Luogo: Centro Sportivo Saini di Milano, Via Arcangelo Corelli, 136, Milano
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Domenica 19 luglio

Cernusco Bulldogs vs Langhirano B. C.
Orario: 15.30
Luogo: Centro Sportivo comunale Via Buonarroti - Cernusco S/N, Milano
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Sabato 25 luglio

Rho United vs Porta Mortara Novara
Orario: 15:30 e 20:30
Luogo: Centro Sportivo Molinello, via Trecate, Rho
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Domenica 26 luglio

United vs Paternò
Orario: 10:00 e 15:30
Luogo: Via Per Cesate 3 Senago (MI)
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AGOSTO

Domenica 2 agosto

Ares vs Juve ‘98
Orario: 10:30 e 15:30
Luogo: Centro Sportivo Saini di Milano, Via Arcangelo Corelli, 136, Milano
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Sabato 29 agosto

Rho United vs Juve ‘98
Orario: 15:30 e 20:30
Luogo: Centro Sportivo Molinello, via Trecate, Rho
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Info e contatti:


Milano Baseball 1946: 02-7386536 (sede sociale) oppure 02-47996783 (campo)
Ares Milano Baseball: 328-8514858 (segreteria) oppure 02-7562741 (campo)
Senago: 02-99480275
Seveso: 348-352310 oppure 0362-524777 (presidenza)
Bollate: 02-3503195 (campo) oppure 348 3329724 (presidenza)
Rho: 02-3562908 (campo)
Cernusco: 02.92110162 (sede sociale) oppure 02.9240611 (campo)

martedì 2 giugno 2009

Taca la baleta - Giugno -


E fu doppia vittoria



Silva, dopo il fuoricampo - foto tratta da milanobaseball.it



Doveva arrivare, quantomeno perchè pareggiarle (quasi) tutte era un'impresa da guinnes dei primati, forse anche troppo difficile per una squadra come lo United che almeno questa volta, senza troppi complimenti, passa sopra i debilitati novaresi.

Non si brilla (ancora sette errori difensivi, inaccettabili in A2) ma almeno si porta a casa il risultato pieno con un grande Silva che, dopo aver piazzato un homer da 3 punti, addirittura ritorna dopo anni sul monte come rilievo chiudendo una partita vincente.

Stranezze di uno stranissimo United che ora come ora vince un biglietto per tenersi a distanza dagli inseguitori che rispondono al nome di Redipuglia e, appunto, Novara. Nonostante la (giusta e comprensibile) gioia per questa doppia vittoria mi pare prematuro, come in diversi luoghi ho già visto fare, tirare un pieno respiro di sollievo. La lotta quest'anno sarà fino all'ultima giornata. Niente sconti. Niente regali. Anche noi dovremmo mettercelo in testa.

Perchè Collecchio è tutto tranne che "alla pari" (all'andata pareggio con un viaggio negli extra innings) con due vittorie sopra e con quasi un punto percentuale di vantaggio.

Le contendenti se la vedranno comunque peggio: Piacenza per il Novara e Peternò per il Redipuglia. Quindi, riassumendo, o si approfitta ORA della situazione, oppure possiamo anche dire che le cose potrebbero mettersi decisamente complicate.

Complicate di certo però non peggio che per i ragazzi dell'Ares che ritornano a casa da Brescia con uno sweep che ancora una volta spiazza chi in questo team vuole trovarci un senso: perdono di soli 4 punti nella prima partita (con dieci RBI) e poi vengono travolti via Mercy Rule al settimo in Gara2.

Un senso non c'è anche se il risultato comunque non cambia. Ultimo posto anche se a solo una vittoria dal Porta Mortare e tre dal Cagliari. Una sciocchezza se l'Ares iniziasse quantomeno a vincerne qualcuna. Ma se rimane costantemente a vuoto la vedo dura. Veramente dura. Intanto riportiamo anche l'assoluto silenzio del sito ufficiale che, se non fosse per scarni comunicati, sarebbe più abbandonato di una miniera nella provincia di Carbonia. Vorremmo sapere cosa sta succedendo in quel del Saini e cosa i piani alti dell'Ares pensino di fare davanti a questa situazione che sta veramente assumendo le caratteristiche di un crollo verticale.

Dall'altra parte continua la cavalcata sui .500 del Lato B dello United che pareggia con il ben più quotato Crocetta. Niente di nuovo sotto il sole di Cernusco che questo week-end aveva il turno di riposo all'ombra di una piccola ma significativa rimonta in classifica che regala anche a loro il .500.

Ottimo risultato se si pensa che in Disable List si ha Andrea Bosis, Alberto Navoni, Francesco Radaelli, Edwin Garcia e Christian Giamello e che ad aiutare la squadra siano entrati tre ragazzi dei cadetti.

Una speranza per il futuro. Di certo.





“Mi manca la salute, ma per il resto tutto bene” (.cit)






“È tutto chiaro dentro me, è tutto chiaro dentro te, è tutto chiaro dentro noi, anche se poi ci sono nei grossi quanto buoi, il consulente ne ha trovato almeno sei”… simpatica canzone partorita dalla testa dei Banda Elastica Pellizza. Una simpatica “quasi filastrocca” che nel ritornello recita “Mi manca la salute, ma per il resto tutto bene”, una canzone che non riesco a togliermi dalla testa, come difficilmente riesco a togliermi dalla testa ciò che ho visto oggi in quel di Senago.

È passata la mezzanotte ma proprio non ce la faccio a prendere sonno. Perché non riesco a capire. Non riesco a mettere uno dietro l’altro pensieri in ordine compiuto che possano suggerirmi cosa pensare della prestazione dello United. E molte volte ciò che non si riesce a spiegare si fa ancora più fatica ad accettare.

Lo United perde, ma non perde come perdeva il Milano 1946 o come i cugini dell’Ares. Lo United è affiatato, brioso, alle volte anche convinto delle proprie capacità al di sopra dei risultati effettivi (soprattutto al piatto). Eppure perde e perde anche male.

In battuta, come detto, nulla di concreto (quasi tutti regali agli esterni e comode carezze nei guanti degli interni), in difesa o grandi azioni da manuale o grandi buchi che in serie A2 non si dovrebbero vedere più di tanto (sono lontani i tempi delle vittorie in serie B con dieci errori e passa, sveglia!). Sul monte né cose orride, né cose belle… “ma per il resto tutto bene”….

Insomma, come ho detto prima, non si capisce proprio cosa non vada in questo United. Anche se sono consapevole che non ci sia da ricercare una motivazione sola che giustifichi questo andamento deludente.

Ripeto ancora il mio personalissimo parere che qualche giocatore non si sia ancora ambientato pienamente nei ritmi alti di questa categoria (sugli spalti si diceva che la A2 di quest’anno è come la IBL depotenziata, quindi letale se presa anche solo involontariamente alla leggera).

Di più non so proprio che dire. Se non che è proprio un peccato vedere sprecato (almeno nel breve termine) quel feeling d’unità che si respira vedendo questi ragazzi insieme. Non solo sembrano, ma sono un bel gruppo unito. Peccato che i risultati però latitino.

Nulla però a confronto allo schianto verticale nella quale l’Ares sembra impegnato. Precipitare nei meandri della classifica incapaci di prendere in mano la cloche per tirare a sé il destino e salvarsi da uno schianto che questa volta si prevede come veramente rumoroso.

Senza che si offenda qualcuno (siamo qua a chiacchierare, senza che nessuno salga in cattedra o su di un pulpito) vorrei tentare di ragionare per assurdo con un ragionamento altamente estremo. Forse un pelino troppo estremo, ma che credo sia utile per arrivare a capire, almeno per noi tifosi, dove i ragazzi del Saini vogliano andare.

E il ragionamento per assurdo è il seguente: non sarebbe meglio, visto i risultati che oramai si protraggono da almeno due anni (prima questo blog non seguiva la squadra, quindi non sappiamo), accettare una probabile retrocessione per spostarsi di categoria e così iniziare seriamente a dare la giusta casa ad un baseball che evidentemente nella Serie B non può trovare spazio?

Mi è sembrato di capire (correggetemi se sbaglio) che l’Ares punti molto del proprio lavoro sul gioco inteso come attività nella quale impegnarsi sì, ma curando soprattutto l’aspetto amicale del gruppo, il classico “si gioca per divertirsi” o l’ancora più noto “l’importante non è vincere, ma partecipare, se si vince poi ancora meglio”.

Ecco, a me pare che nell’anticamera dell’A2 questo spirito (se mai fosse presente, magari mi sto sbagliando) sia assolutamente inadatto. Cosa che invece in una Serie minore (più pacata, meno competitiva, più amatoriale se vogliamo), come infondo è la C, potrebbe rendere sereno il lavoro di un Ares new and improved, detto alla statunitense.

Per finire rileviamo anche la doppia sconfitta del Rho United. In questa valle di lacrime solo i Cernusco Bulldogs portano buone notizie con una vittoria ai danni del Legnano per 15 a 4. Ottimo, almeno loro.

Intorno a questo risultato roseo si continua a perdere. Qualcuno che ha capito perché lo dica. Almeno vado a dormire sereno. Mannaggia.





Milanesi? PRRRRRRRT (.cit)





Non fanno piangere ma neanche fanno fare i salti di gioia.

Se ci fosse una scommessa sicura alla fine del week-end la posta più bassa l’avrebbe il pareggio: lo United sembra gradire geneticamente il fermarsi ad un pelo dalla doppietta per far registrare agli annali una stagione sul filo (più o meno) dei .500

Domina la prima sfida fin dall’inizio e poi (come al solito) lascia nel dugout la testa e si fa ricuperare negli extra innings. Il pomeriggio passeggia e porta a casa una shutout che rende la giornata ancora più paradossale.Ci sarebbe da arrabbiarsi, ma alla fine fa troppo caldo. Ci sarebbe da rimanere delusi, ma alla fine credo non si possa chiedere tanto di più a dei neopromossi. Però mi chiedo quando mai Milano e provincia potrà fregiarsi d’avere sul proprio suolo una formazione “trita vittorie” come quelle del secolo scorso, miraggio di un tempo che ci vedeva protagonisti addirittura in Europa e che oggi invece ci vede in perenne lotta a cavallo (complessivamente) tra la Serie B e gli ultimi posti della Serie A2.

Perché così è anche (se non peggio) per le sorti dei ragazzi del Saini, duplice sconfitta contro una squadra che, a parte i ragazzi dell’Ares, detiene il record maggiormente negativo della divisione. Doppia sconfitta ed ecco che i rossoblu scivolano in pienissima zona retrocessione. Una possibilità lontana se mai il prossimo anno verrà allargata la IBL (e di conseguenza la A2), ma che comunque pesa sulla testa di questa formazione che da secoli non sta facendo vedere del buon baseball. Servirebbe forse una retrocessione per rimescolare le carte e ritrovare la combattività? Altra ardua sentenza. Altra nota depressiva sulle spalle della scena meneghina.

Doppia sconfitta anche per il Rho United che lascia sul piatto dello Junior Parma due punti molto utili per staccarsi dal centro della classifica. Un “punto cinquecento” che dimostra per l’ennesima volta (se mai servisse) lo stato di salute del baseball di Milano e dintorni: si vince qualcuna, se ne perdono altre, non si fa grandi cose, ma nemmeno cose così brutte. La virtù sta nel mezzo, dicevano, ma alle volte (in generale, ovunque) questa è anche l’anticamera della mediocrità di un movimento incapace d’imporsi come invece nel passato più di una volta è riuscito a fare. Dall’Europa ai .500 fissi. Dalle finali allo Steno Borghese ai continui pareggi (e sconfitte) tra la serie B e la A2.

Unica nota positiva la vittoria in casa dei Cernusco Bulldogs che dalla Serie C1 si fanno sentire con una vittoria (per un punto) sui giocatori dell’Altopiano. Magra consolazione per un week-end (come al solito) sbilanciato verso i risultati negativi. Ma meglio che niente.

Quello che ho scritto di certo farà storcere il naso a molte persone che mi accuseranno d’essere troppo critico e pessimista, ma credo fermamente che alla fine servirebbe, GENERALMENTE, iniziare a pretendere di più da un movimento (quello di Milano e provincia) che non dovrebbe avere nulla a che invidiare ad altre realtà ben più vincenti. O almeno così credo.

Se poi mi dite che lamentarsi non serve a nulla e che le cose andranno sempre verso il meglio, io per adesso vi credo, ma come diceva la mitica Pina Fantozzi “inizio ad essere rispettosamente in pensiero”. Chiamatemi scemo.





Errare è umano, perseverare minga trop







Si perde e si perde anche male.
Purtroppo lo United ultimamente sta piegando un po' il capo agli eventi. Pericolosa curva negativa, quella di Codogno, che potrebbe minare la sicurezza dei Riuniti ora che serve di più (stagione inoltrata, stanchezza e cose simili).

A preoccupare è soprattutto il diamante che, da quanto si evince nei dati pubblicati sul web, rischia di rappresentare il vero e proprio tallone d'Achille della squadra, in barba a tutti quelli che pensavano che i problemi venissero solo dal monte di lancio.

Il quartetto composto da Silva, Wong, Drago e Maldonado sfodera la bellezza di trentatrè errori in venti partite. Troppi. Purtroppo, ancora una volta, almeno nel caso degli ex senaghesi (e se vogliamo anche di Drago) si paga la poca esperienza "di calibro A2" dove il gioco approssimativo (in generale, non è un'accusa, vale per tutti e ovunque) tollerato ancora in Serie B qui non paga, anzi crea problemi.

C'è da chiedersi, ma forse anche no, cosa sarebbe successo con un Parisini e un Selmi in più. Comunque è inutile stare a piangere sul latte versato. Traiamo il meglio da questa stagione (che comunque si pretende quantomeno non finisca nel vortice dei playout) e si spera che l'anno prossimo (in attesa dei primi lontani frutti delle giovanili) venga aperto ancora di più il portafoglio per portare in rosa gente da sostituire a piacimento alle prime "avvisaglie di errore".

Invece nel nuovissimo derby tra Ares e Rho United a spuntarla sono proprio i secondi che stanno conducendo veramente un buon campionato. Forse mai neanche sperato nelle più rosee previsioni. Da notare l'ininfluente (perchè troppo prematuro per influire) cambio di panchina per i ragazzi di Faso: esce (per salire sul monte) Jimmy Calzone ed entra Gaetano Cristiano. La zuppa comunque non cambia, anche se in Gara2 l'Ares tira fuori un po' di coraggio portandosi a ridosso dei dominanti. Non basta comunque e i sainiani tornano in quel di Milano con le proverbiali pive nel sacco.

Pive nel sacco anche per il sottoscritto che, recandosi al Saini per la partita in cartellone di serie c2, non trova nessuno e finisce il suo pomeriggio sdraiato su di una panchina del parco Forlanini. Evidentemente il sito federale non ha comunicato la variazione e il baseball targato C2 dell'Ares non merita nemmeno tanta pubblicità su di un proprio (o altrui) sito. Oppure sono io che non ho capito nulla e allora ho meritato un giro a vuoto. Anche se poi il pomeriggio è andato comunque perfettamente.

Non perfettamente invece è andata ai nostri amici dei Bulldogs che riescono anche a superare la devastante sconfitta della settimana scorsa (se non erro 23 punti). Questo week-end la truppa da Cernusco s'insabbia nella non distante Seveso addirittura per 27 a 1. Uno scivolone che sa di caduta sul capocollo direttamente su scalini di marmo. Praticamente un massacro.

Ma infondo, tranne per "il lato B" dello United è stato un finesettimana da dimenticare. Allora, dimentichiamocelo!





C'è chi vince e c'è chi nasce





Uno screenshot del nuovo unofficial blog del Senago


Nel primo caso, con molta (troppa?) fatica lo United che, impegnato nel recupero contro in Novara, ha portato a casa un punticino sul filo degli extra innings. Ovviamente "a caval donato non si guarda in bocca", ma fare gli odontotecnici alle volte può essere anche un diritto: vorremmo vedere una squadra costante e martellante per nove inning. Vorremmo.

Ma per una vittoria che sa di mezza vittoria, una notizia molto bella: dal silenzio più totale sul lato "blog dedicati al baseball" ecco nascere un nuovo punto di riferimento unofficial per i tifosi meneghini, soprattutto per quelli che hanno il cromosoma "Senago" dominante.

Sincero tanto quanto lineare, una nuova piccola luce in un web che praticamente (tranne per i siti ufficiali delle squadre) viene completamente ignorato dal Movimento (non solo milanese).

Quindi una buona notizia e un sincero augurio per questa nuova avventura.






Verona: per un punto Martin perse l'equilibrio







E a Milano anche la pazienza. Ma forse dai propri errori si può imparare qualcosa. O almeno questo si spera visto che lo United continua imperterrito sulla sua strada del lasciarsi scappare la vittoria sotto il naso. Cinque volte, cinque ritorni con le pive nel sacco e tante mani da mangiarsi.

Uno United che non ha forse l’esperienza ancora affinata di chi viaggia a vele spiegate (come meriterebbe) in questa A2 che comunque non lo spaventa. Perché dall’inizio i Riuniti sono stati umiliati sul campo da praticamente nessuna formazione (dalla prima all’ultima in classifica).

Allora il problema è d’aver pazienza davanti a una ciurma che lo scorso anno quasi nella sua interezza giocava ai vertici della Serie B e che forse non ha ancora quell’ampio respiro di chi sa sempre entrare nell’inning con la stessa (o quantomeno simile) personalità. In B si giocava ad alti e bassi. In A2 è richiesta invece una costanza, soprattutto contro chi non ci pensa due volte a mangiarsi gli avversari che tentennano sul piatto e sulle basi. Avere pazienza, cos’altro fare?

Per chi si mangia le mani, c’è chi invece gode senza misura: l’Ares prende solo quattro pappine in Gara 1 contro la squadra cagliaritana (e visto le passate prestazioni quattro punti di distacco non sono nulla) e poi stravince Gara 2 con addirittura una “mercy rule” al settimo per dieci punti. Credo che alla fine Faso e soci siano molto contenti per un pareggio che vale un piccolo passo per avvicinarsi proprio a quel Cagliari che staziona in zona salvezza.

Se al Saini si festeggia in quel di Cernusco si piange: in pieno stile “genio e sregolatezza” ecco che i Bulldogs non riescono proprio a mediare le prestazioni continuando ad oscillare tra “manifeste date e manifeste subite”. E questo week-end il campo ai margini della Martesana ha visto i ragazzi di casa cadere per un tonfo di diciannove (avete letto bene) punti. Purtroppo non ci siamo ancora, soprattutto davanti al fatto che la Serie nella quale i Bulldogs militano richiede un singolo impegno a settimana, quindi senza lo stress di dover schierare lanciatori stranieri e così via. Serve coraggio, attenzione e costanza. In poche parole “testa”.

Una “testa” che negli alti e bassi del baseball meneghino e dintorni sembra alle volte mancare. Ma non demordiamo. Ultima notizia positiva l’ennesimo passo avanti del “lato b” dello United che con la gara con la lanciatissima Juve ’98 ha portato a casa un discreto pareggio (vince la prima e perde in “manifesta” la seconda).

Queste manifeste…serve costanza…serve equilibrio…serve “testa”, appunto.

Varie ed eventuali - Giugno -


MAJOR LEAGUE 3: La Grande Sfida








Director: John Warren
Writers (WGA): David S. Ward (characters) - John Warren (written by)
Release Date: 17 April 1998 (USA) more
Genre: Comedy | Sport



Un film che pochi conoscono e i più ignorano.
Sì, perchè la mitica serie di film chiamati Major League non e altro che una trilogia, solo che visto il successo (assolutamente giustificato) dei primi due episodi il terzo si perse nell'anonimato qui da noi.

Capiamoci. Ovviamente nulla a che vedere con i suoi predecessori, ma alla fine questo Major League Back to the minors è veramente un film godibile, molto divertente e gustabile in una serata tra amici e famigliari.

La versione italiana è uscita sotto il nome di Major League 3 - La grande sfida e fino a poco tempo fa nessuno sapeva di questa pellicola in italiano, ovviamente per quell'insolita tradizione di cambiare il titolo dei film in fase di doppiaggio.

Comunque il cast è ben assortito: dei personaggi storici (oramai nostri amici da quanto ci siamo affezionati a loro vedendo i primi due episodi) si conta un mitico Pedro Cerrano, il giapponese Isuro Tanaka (ripescato in un minigolf), il commentatore Harry Doyle (uno dei veri mattatori del film), l'uomo degli affari Roger Dorn e il catcher Rube "patata" Baker.

La storia regge (anche se molto fantasiosamente) e il tutto, come detto, è molto godibile. Ovviamente nulla di paragonabile ai primi due capitoli della trilogia, ma nemmeno un film da buttare. Anzi, darei una sufficienza più che meritata. Se non altro per le risate che mi sono fatto guardandolo (immortale la scena dello strappo alle gambe del prima base che viene portato via in barella con le gambe divaricate).

Un terzo capitolo per una serie magica e piena di curiosità: il primo Willie 'Mays' Hayes fu interpretato da Wesley Trent Snipes (Blade, Demolition Man etc etc) e invece nel secondo film fu interpretato da Omar Hashim Epps (il medico di colore, collega di Dr. House, tanto per intenderci). Un cambio che di certo non mi era saltato all'occhio (grazie Webba per la dritta). Altra storia vede l'ispirazione per i problemi di lancio di "Patata" Baker provenire dalla vita dietro il piatto del catcher Mack Daniel Sasser, un tempo Mets, Pirates e Mariners. Anche lui pare facesse fatica a lanciare la palla al suo lanciatore. Incredibile, ma vero.

Ritornando al nostro Back To The Minors, proprio un bel filmetto.
Da gustare a cuor leggero. Consigliato.







Fastpitch, bella sorpresa







Un po' come in Batman c'è chi veglia sui nostri sonni.
Alla fine abbiamo tante, troppe cose da fare per curarci di tutte le opportunità che il magico mondo dello sport-web offre. Basterebbe cercare. Ma alle volte non si ha nemmeno tempo di controllare la posta elettronica.

Però c'è un però: il nostro amico Lephio ha segnalato sul forum di Play.it che il sito della Major League Baseball sta fornendo gratuitamente le dirette e le differite delle partite di quella "qualità di softball" chiamato Fastpitch.

Di certo la regia non è come quella delle partite di MLB.TV e i campi non vedono spalti da migliaia di persone, ma è sempre interessante guardare qualcosa che non siano sempre le stesse cose, anche se il Softball non piace (come nel caso del sottoscritto).

Grazie bat-Lephio, sempre in nostro aiuto.





Hardball: dieci e lode





Hardball - Stati Uniti, 2001 - Regia di Brian Robbins - Principali interpreti Keanu Reeves; Diane Lane; John Hawkes; D. B. Sweeney; Mike McGlone.



Semplicemente uno dei migliori film sul baseball che io abbia mai visto. Non esagero per l’occasione. No, questa pellicola dovrebbe entrare di diritto nella collezione degli appassionati del batti e corri trovando il suo posto tra i vari Major League e i film di Kevin Costner.

Un gruppo di ragazzini e un allenatore. Ma questa volta non si gioca con la fantasia: la storia è ambientata tra le case popolari di Chicago dove le gang, armate fino ai denti, contendono a un piccolo paradiso sgaruppato a forma di diamante il diritto di esistere. Perché da quelle parti non c’è tempo per la spensieratezza, per il gioco.

Da un altro inferno (quello delle scommesse clandestine e dei concerti di dita spezzate) salta fuori proprio il nuovo allenatore (Keanu Reeves) che si prenderà carico della vita di questo gruppo di ragazzini più amanti delle parolacce che dello sport in generale.

Lui non li vuole perché per prima cosa non vuole cambiare vita, cosa necessaria quando si viene a contatto con la forza prorompente della gioventù. Una maestra dal ghetto ed eventi più o meno tragici cercheranno d’indicargli la via, cosa comunque molto difficile.

Ottima storia (storpiata dall’autobiografia di Robert Muzikowski, scrittore che poi fece causa alla Paramount Pictures, vincendo, per essere stato rappresentato come un giocatore d’azzardo finito a caso su di un campo da baseball, cosa totalmente contraria alla realtà dei fatti). Ottimo cast a partite da Reeves e poi anche ottima regia che ha sapientemente tolto quella patina troppo “fantasiosa” a una storia ambientata nel ghetto.

Assolutamente da vedere. Con un avvertimento: munirsi di numerosi fazzoletti, possibile caduta improvvisa di lacrime.

Partite Giugno - Milano e provincia




Eccoci qua per il secondo anno a fornirvi tutte le date delle partite che si svolgeranno mensilmente sul territorio di Milano e provincia. Questi sono i primi appuntamenti segnalati per il mese di Aprile.

Ovviamente, come sempre, Milano Strike Out non prende la responsabilità se i dati pubblicati fossero sbagliati o all’ultimo momento modificati.

Tutte queste informazioni vengono raccolte dai siti ufficiali dei vari clubs.
Quindi, prima di mettervi in viaggio, controllate l’effettiva presenza della sfida.
A fine pagina troverete tutti i riferimenti telefonici per chiedere informazioni.

Buon baseball a tutti.


Sabato 6 giugno

Rho United vs Ares
Orario: 15:30 e 20:30
Luogo: Centro Sportivo Molinello, via Trecate, Rho

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Domenica 14 giugno

Cernusco Bulldogs vs Seveso CABS
Orario: 15.30
Luogo: Centro Sportivo comunale Via Buonarroti - Cernusco S/N, Milano

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Domenica 21 giugno

United vs Redipuglia
Orario: 10:00 e 15:30
Luogo: Via Per Cesate 3 Senago (MI)

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Info e contatti:


Milano Baseball 1946: 02-7386536 (sede sociale) oppure 02-47996783 (campo)
Ares Milano Baseball: 328-8514858 (segreteria) oppure 02-7562741 (campo)
Senago: 02-99480275
Seveso: 348-352310 oppure 0362-524777 (presidenza)
Bollate: 02-3503195 (campo) oppure 348 3329724 (presidenza)
Rho: 02-3562908 (campo)
Cernusco: 02.92110162 (sede sociale) oppure 02.9240611 (campo)

mercoledì 29 aprile 2009

Taca la baleta - Maggio -

Mazzotti e una domanda

Il manager del Rimini e della nazionale iberica - foto tratta da baseballrimini.net



Se ne parla sempre, l'uomo forse più citato del baseball italiano sul web: c'è chi lo ammira e c'è chi lo critica.

Io qui non voglio tessere le lodi del manager dei Pirati di Rimini e della nazionale spagnola. Mi dichiaro ignorante a proposito del suo palmares, ciò che so di lui lo so solamente per averlo letto nei bellissimi libri di Pagnoni sulla storia del Milano.

Mi dichiaro tanto ignorante che confesso d'averlo riconosciuto come "il Mazzotti, quello famoso" solo dopo un anno che lo incontravo in giro per meeting legati al baseball. Non avevo collegato la faccia vista in foto con la figura che più volte ho salutato. Mea culpa. Ma questa cosa, alla fine, ci porta con più sincerità al cuore di ciò che in questo post volevo far notare.

Una sorpresa, una vera sorpresa: Mazzotti era presente due settimane fa alla partita dell'Ares contro il Lodi. E qui scatta una domanda più che sincera: come fa un professionista che vive di baseball (quindi con impegni ben più pesanti dei due allenamenti e la partita nel week-end) a trovare il tempo di godersi una partita oltretutto stratosfericamente inferiore rispetto al baseball con la quale è solito trattare?

La risposta a questa domanda non ci interessa, non siamo mica strizzacervelli e poi sono anche cavoli suoi. Ma la sua presenza al Saini apre una questione ben più precisa e profonda riassumibile in una domanda ben concreta: se un professionista "oberato" di baseball trova il tempo per fare numero sugli spalti di uno sperduto campo di periferia (anche se della sua città), perchè tutti i vecchi giocatori meneghini, le loro famiglie, i vecchi appassionati non fanno altrettanto?

Ricordo, non è un'accusa. Non servirebbe. Chiunque di noi ha tanti impegni e ha diritto di spendere il proprio tempo come vuole senza che nessun blogger si erga giudice delle abitudini altrui. Io stesso alle volte non ce la faccio proprio a presenziare con regolarità,

Però Mazzotti seduto sugli spalti del Saini fa pensare. Questo, che piaccia o no, è innegabile.




Contro l'afa...bere molto


Original foto © Leonid Mamchenkov


Tutto contro: pronostico, meteorologia, distanza.
Eppure, eppure i Milanesi Riuniti la spuntano in quel di Paternò portando a casa un punto importantissimo (come poi tutti, avendo il campionato così corto).

Una battaglia di nervi sotto un sole che fa salire la colonnina di mercurio alla tremenda trentacinquesima tacchetta. Una temperatura pari a quella registrata a Milano ma che ha visto, a differenza nostra, dei ragazzi in casacca e non all’ombra di qualche parco cittadino.

Ne perdono una (lanciatore italiano) e ne vincono un’altra dopo una battaglia di quattro ore. E adesso la squadra di Alvarez si trova di diritto nel gruppo delle mediane in classifica. Una classifica un po’ strana, ancora con partite da recuperare e che vede in pratica nessuna squadra impegnata nella fuga.

Unica, proprio la formazione di Paternò che però lascia sul campo una vittoria quantomeno sperata. Lo United la blocca dopo una cavalcata di dieci vittorie consecutive. Un’impresa che non ha prezzo.

I Milanesi Riuniti spiazzano, secondo me, ancora una volta chi tenta, in maniere affrettata, di cristallizzarli in qualche categoria: delusi chi si aspettava molto, delusi chi si aspettava poco, delusi chi si aspettava addirittura un fallimento.

Lo United sembra sgattaiolare attraverso i giudizi e portare a casa risultati importanti. Nonostante la poca presenza di giovini nostrani è un team che ha classe ed estro. Oggi sono così. Nel domani IBL non ci sarà certezza. Gustiamoceli. Gustiamo questa bella spremuta.

Dall’altra parte del naviglio niente di nuovo sotto il sole piemontese: la Juve ’98 vince facile contro i meno quotati amici dell’Ares che nuovamente ritornano a casa con due sconfitte nella saccoccia. Ma se il team bianconero è comunque un avversario da sempre ostico (finalisti playoff l’altro anno) c’è da riportare l’incapacità cronica (con piccole eccezioni) di spuntarne almeno una su due da parte dei milanesi. Un peccato. Ma piano piano credo che la ciurma del Saini stia costruendo qualcosa. Ripeto, servono braccia. Rifare o costruire il monde attorno all’unico che funziona. Ricostruire attorno a Baldi. Un imperativo.

Per concludere registriamo il pareggio del “lato b” della franchigia milanese che, dopo una sfida tiratissima (conclusasi al decimo inning) con i bresciani, non riescono a portare a casa il risultato pieno. Comunque buon Rho a caccia di punti utili.

Dal canile cernuschese, o meglio, dalla trasferta vercellese cattive notizie: i Bulldogs vengono asfaltati dalla squadra di casa che addirittura chiude per “manifesta” con un vantaggio di dieci punti netti a zero. Un piccolo tracollo dopo i fuochi d'artificio contro il Sannazzaro (17 a 2). Genio e follia. Estremi in questo week di afa.



Svarione di una domenica di quasi estate


Foto tratta dal sito milanobaseball.it


Questa volta parliamo dell'Ares e della sua partita contro i vecchi stracci di Lodi. Una partita sudata anche per il poco pubblico visto che per raggiungere il Saini, a causa del Giro d'Italia, i tempi di percorrenza tra qualsiasi punto della città e il centro sportivo erano moltiplicati per due se non per tre.

Davanti al pubblico di casa i rossoblu perdono la prima malamente (almeno da quanto si vocifera sugli afosi tre gradoni degli spalti) e invece inbroccano la seconda con cotanto di manifesta ai danni di un Lodi che si arrende già intorno al quarto inning.

Certo, c'è da dire che l'Ares è tutto Baldi: c'è lui? Le cose allora vanno (grande prova, nonostante l'area dello strike dell'arbitro non fosse ben chiara ai presenti), e il timore percorre la spina dorsale di tutti quando inizia a cedere. Interni abbastanza bene (terza base un po' l'anello debole). Ottimo l'innesto del nuovo interbase. Ottime anche le prestazioni del comparto "outfield".

Cosa dire? Se solo i ragazzi del Saini riuscissero a mettere le mani su altri due pitchers "full-time" d'esperienza (Piazzi è comunque "part-time") e a sviluppare in poco tempo (un annetto?) le giovani leve, si potrebbe sperare nella rinascita reale dell'Ares.

Dall'altra parte del naviglio le cose invece non sono andate così bene come si pensava. Non essendo stato alla partita, riporto fedelmente ciò che il sito del Milano ha pubblicato.

Lo United alza bandiera bianca in una domenica nera. Due sconfitte senza attenuanti contro il Piacenza (7-1 e 6-0) che – è vero – è lanciatissimo al secondo posto in classifica, ma sulla carta non era certo venuto a Senago come avversario impossibile da affrontare. Purtroppo però lo United non si è visto, poteva chiedere una domenica di “neutralizzazione” come hanno fatto i ciclisti del Giro d’Italia, ed evitare uno spettacolo da encefalogramma piatto. Ma così non è stato e al Carlo Tosi sono andate in scena due partite a senso unico, in cui i milanesi hanno pasticciato parecchio e hanno lasciato scappare tranquillamente il Piacenza senza opporre la minima resistenza.
Il Piacenza, va detto, ha dato l’impressione di squadra compatta e ben organizzata; ha giocato due partite perfette, non ha mai sprecato gli uomini messi in base e ha sfoderato anche qualche giocata difensiva di ottimo livello, mettendo in vetrina soprattutto un Jowers decisamente da nazionale (un fuoricampo per partita, un triplo sul muro e una splendida presa in tuffo nel primo incontro).
Per contro lo United, privo oltre tutto di Chiesa, impegnato all’estero motivi di lavoro, non è andato oltre le 5 valide per partita che hanno fruttato la miseria di un punticino, segnato nell’ultimo attacco della prima sfida, quando ormai le squadre erano negli spogliatoi da un pezzo.
Inutile dilungarsi dunque sulla cronaca delle partite, anche perché non c’è mai stato contraddittorio: nel primo incontro il Piacenza sfruttava anche l’immancabile errore della difesa milanese (anche ieri 5 in tutto, e su questo fronte Castro dovrà lavorare molto se vuole cambiare registro alla squadra) per prendere il largo, nonostante il buon ritorno sul monte di Andrea Sala, scelto come partente un po’ a sorpresa dopo oltre un mese di stop per infortunio.
Nella seconda sfida nemmeno l’ex piacentino Bonfanti riusciva ad arginare gli emiliani: al 3° inning si era già sul 4-0 grazie anche all’homer da 3 punti di Jowers e di fronte ai lanci di Acosta lo United spariva velocemente dalla circolazione.
Si sapeva che questi due turni di campionato (Piacenza adesso e Paternò nel prossimo weekend) sarebbero stati in salita. Ma francamente ci si aspettava una resa meno incondizionata. Adesso serve una settimana di riflessione (e di ripasso sugli errori) per ricaricare le batterie in vista della trasferta siciliana. Sperando che sia stata solo una domenica no.


Piacenza squadra ostica. Seconda in classifica. Non capisco sinceramente tutte queste speranze infrante. Massimo pensavo in un altro pareggio. La sorte ha voluto che vincessero i migliori. Giriamo pagina e apprestiamoci a veleggiare verso il vascello siculo, perchè il Paternò è pronto all'arembaggio. E anche lì ci sarà da sudare non poco.

In coda citiamo il successo, questa volta doppio, della serie B targata United ai danni del Porta Mortara e il devastante (17 a 2) successo (primo della stagione) dei nostri Bulldogs contro i ragazzi del Sannazzaro.

In poche parole soffre solo la punta di diamante. Perchè il resto della piramide vince e gode (più o meno) del momento. Occhio a tutti però di non perdere di vista la rotta. Il campionato è ancora lungo, sia per chi ha vinto, sia per chi ha perso.



Due milanesi, un condor e il baseball


I due conduttori di Condor


Dal silenzio a qualche parolina sembra che passi l'oceano.
Il baseball gira poco o nulla sui canali d'informazione nazionale. Non si vedono TG che tra un cane perso o la crociata contro i marziani raccontino cosa stia succedendo nel "batti e corri" italiano o internazionale.

C'è un però, c'è sempre un però e ha il retrogusto milanese: una coppia, un duo che quelle poche parole le spende per il nostro amato sport. Miracolo tutto meneghino!

Stiamo parlando del programma di Radio 2 chiamato Condor condotto dai bravi Luca Soffri e Matteo Bordone (nella foto) che tra una notizia strana dal mondo, una recensione di un film, una chiacchierata sul peggio e il meglio della televisione odierna qualche volta cadono sull'argomento "baseball e dintorni".

Uno yankee e l'altro bostoniano (non spellatemi vivo se non fosse così) e la capacità in un giro di cinque/dieci minuti di buttare un po' di luce sul movimento dal loro luminoso studio di corso Sempione.

E Corso Sempione significa Milano e quindi sono anche loro parte di "noi" (oltretutto che vicino alla Rai furono pure giocate le primissime partite del nostro campionato nazionale nel secolo scorso).

Chissà, magari un giorno troverò il modo per intervistarli e così capire di più cosa spinge due giornalisti di una radio nazionale a spendere due minuti per parlare alla penisola di uno sport minore e di nicchia.

Intanto ringraziamo. Contro il silenzio assordante. Gradito servizio.




Vincere e convincere



Andrea Sardo, ottimo sul monte di Bollate © Bizzini Francesco


Brutta missione: effettivamente noi tifosi non ci accontentiamo mai e vorremme sempre due vittorie sul piatto, magari con una bella insalata di fuoricampo e un contorno di "no hit".

Bene, questa volta non si può dire che lo United non abbia fornito spunti per la nostra felicità. Complice anche un Bollate in stato confusionale in Gara1 e qualche azione fortunosamente ripetuta (vedasi doppi giochi al sacchetto) ecco che una buona vittoria davanti a un folto pubblico si mette in saccoccia.

Certo, poi si perde in serale, ma come non poter rimanere estasiati dall'unica cosa che la stampa specializzata non ha notato? Quattordici "oriundi" in campo ma un solo italiano a brillare sul monte. Il nostro eroe Sardo compie il miracolo non lasciando passare praticamente una palla. Alla faccia di chi loda o nota solo l'accento spagnoleggiante. Sul monte dello United si parla milanese e la differenza si sente.

Dall'altro lato del baseball meneghino registriamo l'impegno dell'Ares che quantomeno questa settimana non soccombe sotto la grandinata manifesta lasciando agli avversari ben poco da festeggiare. Quantomeno il gusto d'aver lottato e di aver prodotto RBI's.

Il "lato B" dello United non ha giocato per problemi riguardanti l'arrivo dei sardi del Cagliari che non s'è capito per quale motivo non si siano presentati. Le indagini federali (che spettacolo di termine, come se ci fosse di mezzo l'F.B.I) appureranno se sia il caso di regalare ai ragazzi del Rho due punticini a tavolino oppure no. Staremo a vedere

Dal "canile cernuschese" le notizie invece non sono delle migliori. Da quel di Langhirano i nostri tornano a casa con una sonora sconfitta per 16 a 6 e buona notte ai suonatori. Si attende la prossima sfida per vedere la prima vittoria stagionale dei Bulldogs. Ci contiamo veramente.

Comunque una discreta settimana.
Duro lavoro quello di convincere, duro lavoro.




Professionismo futuribile



Foto © Rob Lee



Come giusto che sia quando si chiacchiera.
Il tema del professionismo in quel di Milano infatti viene percepito come niente più che un argomento per riempire i silenzi tra un inning e un altro.
E gli spalti meneghini hanno ragione.

È ufficialmente inutile parlare ora di professionismo: non si sa niente della futura Italian Baseball League, non si sa se effettivamente sarà quella cosa che tutti (o quasi) sperano, non si sa nemmeno se il tutto verrà foraggiato dalle tasche dello Zio Sam.

Insomma, niente si sa e per questo possiamo procedere solo per due vie: l’ipotesi e l’opinione personale.

L’argomento è comunque allettante e ha trovato attenzione nei discorsi ultimamente fatti con diversi “interni” della scena meneghina del baseball (tutti comunque “esterni” alle alte sfere societarie, per intenderci).

Milano e il futuro professionismo: non si sa cosa sperare. Pensare che l’unanimità del “sottobosco baseballistico” stia facendo i salti di gioia al pensiero è assolutamente sbagliato. C’è chi vede questa possibile opportunità come tale e c’è chi quantomeno rimane indifferente o scettico al pensiero. E se siamo onesti con noi stessi queste due istanze le possiamo comprendere e ritrovare nel fondo del nostro cuore d’appassionati. I motivi sono molteplici e anche ampiamente scusabili: la novità, oltre che attirare, spaventa e non tutti possiedono (grazie al cielo) lo spirito imprenditoriale del buttarsi a capofitto in un’avventura dai contorni chiaramente poco chiari. Ma il nocciolo del problema potrebbe anche essere più profondo, più personale.

Mammamia arrivano Li Turchi: in questo decennio siamo stati abituati a vedere sui diamanti milanesi ciò che il duro lavoro del sudore ci permetteva di raccogliere attraverso vivai più o meno curati. Con fatica (viste anche le “serie” nelle quali si giocava) si andava a far la spesa nelle immediate vicinanze e qualche volta, ma solo per piccoli innesti strutturali, si andava fuori dal territorio nazionale in cerca dell’oriundo dal guantone magico. Ora ammesso ma non concesso che Milano entrasse in IBL, che spazio verrà dato al “parco autoctono” contando che ben pochi suoi rappresentanti potrebbero reggere la sfida professionistica? Dove finirebbero i giocatori che accendono i nostri pomeriggi, coloro che ci fanno esultare per una valida ben piazzata o un doppio gioco cristallino? Perché a Milano da tempo si gioca con il cuore volto alla passione e quasi mai ai soldi, pezzi di carta che da immemore tempo hanno smesso di contare da queste parti.

Soldi e lo stimolo: forse però non tutto è così male se mai il dollaro arrivasse a Milano. Riflettendo su cosa un tempo ha fatto si che questa città partorisse campioni di calibro nazionale ho pensato che fosse plausibile anche metterci dentro il fattore “stimolo”. Sì perché se inizi uno sport non solo lo fai per divertimento, ma anche per legittime aspettative. E secondo me in questi anni di purgatorio i giovani ragazzi hanno visto solo la possibilità di fare bene nel piccolo orticello di casa propria e poi basta (una sorta di pratica senza sbocchi). Da quant’è che non c’è una maglia azzurra tra i giocatori milanesi di massima serie? Da quant’è che un ragazzino non può sognare, se non di viverci, di diventare semi professionista con il gioco del baseball? E allora ben vengano i dollaroni (si sperano tanti e continui) che accendano la voglia di grandezza di un movimento oramai cronicamente rattrappito tra una retrocessione e una salvezza all’ultima giornata

Professionismo, sì ma a che livello? Quello che dirò a molti potrebbe sembrare strano e quasi a tratti insostenibile. Il tutto nasce dalla visione del prodotto IBL. Non so dove avevo letto che il livello del nostro campionato di punta sia assimilabile a un “doppio A” statunitense. Ecco, proprio per questo il mio cuore si spezza a metà tra ciò che non si potrà mai avere (campionato di livello MLB) e ciò che si perderà (un campionato di ragazzi che nella più totale gratuità danno il meglio che possono). In poche parole mi chiedo se sia preferibile un AA fatto di sconosciuti esterni alla realtà milanese piuttosto che la lotta per la sopravvivenza dei nostri. Infondo non siamo più negli ’80. Il baseball professionistico MLB passa alle masse di tutto il mondo tramite TV e internet e rende (soprattutto per chi come me se lo guarda giornalmente) l’AA della IBL (a parer mio) insoddisfacente. E davanti a una partita IBL o una partita dei giovani “autoctoni” e sgaruppati della mia Milano, mi dispiace, preferisco la seconda opzione. Perché se volessi vedere del professionismo con i fiocchi, aprirei MLB.TV.

Non so, questo è l’abbozzo del mio pensiero. Ripeto (a discapito d’immensi equivoci) che non pretendo di dire ciò che in assoluto è buono e ciò che in assoluto è cattivo. Anche perché in questo caso, futuro alla mano, ben pochi sanno cosa ci aspetterà.

Il futuro, infondo, è ancora da scrivere.




Bulldogs, onore alle armi




Non chiedetemi perchè io segua (tra le varie formazioni presenti in provincia) proprio i ragazzi di Cernusco: sarà perchè mi sono sempre stati simpatici chiacchierandoci più di una volta, sarà perchè secondo me hanno la divisa più bella di tutta Milano e provincia (viva la smanicatura), sarà perchè il loro campo è luogo di incontro per molti curiosi e appassionati.

Insomma, sarà quel che sarà, ma eccomi sulle panchine a gustarmi una partita domenicale di serie C. E posso dire che tutti i pregiudizi estremi legati alla caratura del baseball proposto sono svaniti in un giro di pochi inning (leggasi quasi nulla differenza tra certe partite di serie B e quelle della sottovalutata C).






Un pomeriggio passato nel nome del relax insieme ad un pubblico simpatico. Su tutti il prima base dell United Simone Bacio (Cernusco's own) e la famiglia Sardo quasi al completo (mancava Andrea) per una giornata di chiacchierate, baseball e risate.

Ma torniamo alla partita: i Cernusco Bulldogs se la sono vista con il Piacenza e possiamo affermare che, nonostante ancora molte cose d'affinare, i ragazzi possono dire d'essere usciti a testa alta dalla sfida con un avversario competitivo.



Il monte dei Bulldogs ha retto molto bene nella "parteza" e discretamente nella chiusura. Qualche errore è stato compiuto nel comparto esterni e nelle scelte difensive (1 out, prima e seconda cariche, palla al pitcher, eliminazione forzata solo in terza quando il doppio gioco era servito), ma per il resto il gruppo di Cernusco ha fatto vedere del buon baseball.

Menzione speciale per l'interbase (cubano) dei nostri che ha dimostrato d'avere proprio un bel braccio e una potenza di gambe niente male, per non parlare di un tifo famigliare da curva ultrà.

Comunque bene.
Anche i Bulldogs, nonostante la sconfitta (agli extra innings) ci sono.







Foto © Francesco Bizzini/Milanostrikeout






I pareggi che fanno sperare







Arrivati i risultati, ovviamente pareggi.
Ma c'è della novità (o almeno si spera). Il Senago-Milano United scende su di un campo ostico e strappa una vittoria al quotato Collecchio. Questa volta il .500 non ci dovrebbe inquietare visto le vicende nelle quali è maturato.

E non parlo d'infortuni (un team dovrebbe sempre avere "l'opzione B" pronta), ma parlo del risultato in sè: battuti di un solo punto all'undicesimo inning. Insomma, questa è solo sfortuna (e anche bella grossa) e nulla è imputabile ai ragazzi milanesi che hanno evidentemente dato il meglio di sè tenendo la testa sul gioco fino alla fine.

Chi invece la testa la perde subito con un colpo netto sono proprio i dirimpettai cittadini dell'Ares che vengono sconfitti per l'ennesima volta per manifesta all'ottavo inning con un sonoro 14 a 4.

Ma anche qua il fato gioca uno scherzo (oppure qualcuno ha dato una strigliata ai ragazzi rossoblu) ed ecco che in GARA DUE i milanesi ridanno "la manifesta" al Crocetta con un altrettanto sonoro 3 a 14. Un punticino in più che sa di tocco finale in stile oliva dentro l'aperitivo.

Una boccata d'ossigeno che non può che tirare su gli animi. Nota di colore anche da quel di Rho United che vince due partite di fila con i vecchi stracci del Lodi.

Ora si aspetta il risultato dei debuttanti Cernusco Bulldogs per mettere la firma sopra un week-end (finalmente) positivo.

Evvai.






Il lifting Kennedyano


Il plastico del "nuovo" Kennedy


Quello che era, quello che è e quello che sarà.

Partiamo dicendo che non ho la più pallida se mai le abili mani dei lavoratori impegnati nel rifacimento del campo J. F. Kennedy riusciranno a concludere il tutto per l’avvento del Mondiale. Cinque mesi erano secondo me troppo pochi e i lavori molti e molto costosi. Soldi arrivati (chiaramente mai quelli che si sperano) e tanta buona volontà non possono sopperire in breve tempo all’incuria che per lungo tempo s’è abbattuta sul campo da baseball più famoso di Milano.

Abbiamo usato la macchina fotografica apposta non per denunciare ritardi ma per raccontare che comunque fa piacere vedere che ci sia interesse nel vedere ancora il campo di via Olivieri ritornare alla vita. E vi assicuro che la volontà c’è.




Come potete notare dalle foto sono state scavate trincee per l’irrigazione (o almeno credo) e il diamante è in via di lento e minuzioso rifacimento. A lato giace la prima montagna di terra rossa.

Tubi e tubetti dell’irrigazione spuntano un po’ ovunque e il colpo d’occhio dalle tribune del tennis è simile alle foto di quel Kennedy in costruzione nell’oramai lontano 1963.

Le uniche cose che ancora non sono state toccate sono le tribune. Nel plastico generale appare una struttura di copertura che effettivamente darebbe sollievo agli spettatori abituati da decenni a scovare l’ombra a riparo della cabina di commento e attenti a fuggire alle prime avvisaglie di temporale.



Se il tutto dovesse concretizzarsi sarebbe bellissimo. Ovviamente credo sia scontato non aspettarsi tanto per i Mondiali, nel senso che il tempo tiranno potrà solo permettere di gestire le cose principali per tentare di portare l’importante data in quel di Milano.

Se però (a costo d’essere controcorrente) questo non dovesse succedere e si dovesse avanzare piano piano, anno per anno, la Milano del baseball comunque ringrazierebbe.




Perché, effettivamente, tra niente e qualcosa è sempre meglio “qualcosa”.